Sup Into the Wild


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30 Dicembre 2010…un giorno di ordinaria follia !!!

Era un po’ di tempo che sognavamo di suppare sul lago più alto d’Abruzzo osservando il massiccio del Gran Sasso D’Italia da una prospettiva differente.

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La stagione nevosa non delle migliori mi ha così distratto dalla maniacale attività di snowkite e con la stessa determinazione con cui mi piace organizzare le uscite in freeride, io, Cori e Daniele Mei siamo partiti alla volta del Lago di Campotosto…ovviamente non poteva mancare Ira (Jack Russel) intraprendente e coraggiosa cagnolina alter ego della sua padroncina.

La Riserva del Lago di Campotosto è una riserva naturale statale situata in Abruzzo, in provincia di L’Aquila (Italia).
In epoca glaciale il bacino lacustre aveva la forma di una Y. Al termine delle ere glaciali è rimasto l’alveo ove scorre il Rio Fucino. La creazione del lago artificiale ha assunto la forma di una V,ovvero la parte superiore della Y.
L’invaso artificiale fu creato negli anni ’30 e ’40 con la costruzione di tre dighe, con lo scopo di utilizzarne le acque per il funzionamento delle centrali idroelettriche site nella valle del Vomano.

Sul Lago ci sono club dove praticare attività sportiva, soprattutto windsurf in estate, ma non abbiamo trovato nessuno che possa noleggiare dei SUP, peccato! Si perdono una gran bella prospettiva!
Questo Lago è il più grande lago artificiale d’Abruzzo. Si trova ad un’altitudine di 1313 m s.l.m. e ha una superficie di 1400 ha.
Il tempo è stato clemente e l’acqua parzialmente ricoperta da un strato di ghiaccio spesso 3-5 cm ci ha riservato dei colori meravigliosi. Il contrasto con la neve sul massiccio del Gran Sasso e il rosso fuoco delle foglie caduche ci hanno permesso di realizzare un report molto suggestivo grazie soprattutto alla creativa ottica di Daniele Mei, amico, compagno di avventure, nonché fotografo delle innumerevoli esperienze di Ozone Italia in questi anni.

Vestiti completamente con abbigliamento da montagna, calzamaglia, guanti, cappello, scarponcini impermeabili e giacca in Goretex, abbiamo impugnato le pagaie senza timore, alla ricerca del nostro nirvana.

È possibile percorrere diverse distanze in SUP anche più brevi dei 40 km che costeggiano l’intero perimetro del Lago se si segue il bordo solo di uno dei due rami in cui si divide il lago: Lago di Campostosto e Lago di Mascioni entrambi separati dal Ponte delle Stecche.
Il Ponte delle Stecche attraversa il punto più stretto del lago e consente di evitare il giro completo del lago. Accanto al moderno ponte è visibile quello precedente ormai in disuso. Suppandoci sotto percepisci proprio la storia del luogo. Per arrivare al Lago di Campotosto si accede percorrendo la SS. 80 da L’Aquila o dalla costa adriatica (uscita Assergi), risalendo la valle del fiume Vomano.
Circa 2 ore di macchina da Roma per arrivare in una delle meraviglie del nostro Paese.

In questa gita la nostra curiosità è stata catturata anche dalla storia e dalla cultura culinaria dall’omonimo paesino animato da poco più di 700 abitanti.
Nella comunità di Campotosto, dal 1960, molte famiglie allevano in proprio bestiame di pecore e suini, che danno salumi e formaggi di ottima qualità. (provato per dirlo!!!). Al tempo le case venivano costruite con pietre argillose, molto comuni nel territorio di Campotosto e di Poggio Cancelli, è possibile ancora vederle per strada, mentre le case di nuova produzione sono state stuccate in modo da ricoprire le pietre argillose.

Infreddoliti ed affamati, lungo la strada abbiamo pensato di fare una sosta dal famoso “Pecoraro” della zona che produce ottime prelibatezze fra cui la ricotta di pecora abruzzese, il formaggio di fossa e il lonzino locale. Tutto velocemente divorato in macchina !!!

Credo che Suppare in questo lago sia un modo differente di vivere immersi nella natura. A chi piace un ambiente un po’ ostile in certi periodi, lontano dal caos delle città o delle stazioni turistiche invernali, questa meta è uno scorcio del piccolo Tibet Italiano. Il ghiaccio ci ha impedito dal poterlo navigare totalmente, ma non ci ha impedito di immaginarlo anche nella stagione calda….e comunque con un pò di energia e voglia di fare ci siamo caricati i SUP in spalla cercando discese accessibili e i nostri muscoli si sono scaldati!

Se ti fermi ad osservare tutte le montagne intorno, i colori del cielo e delle nuvole e cerchi di percepire la vita che popola questo piccolo paradiso terrestre, ti rendi conto che non sei il solo e che in un equilibrio perfetto convivono diverse specie di animali protette.
Nella riserva è presente una piccola popolazione di circa 110 esemplari del raro camoscio d’Abruzzo (Rupicapra pyrenaica ornata), reintrodotti tra il 1992 ed il 1999. L’area protetta è abitata anche da mammiferi come:il lupo
appenninico, la volpe, il cinghiale, il cervo, il capriolo, il gatto selvatico ed infine saltuariamente l’orso marsicano. Vi sono state anche delle
segnalazioni riguardanti la lince ma per ora non si ha certezza se nel parco vi siano o no esemplari stabili. Tra gli uccelli si posso osservare: l’aquila reale, il falco pellegrino, il gheppio, il gufo reale ed il lodolaio. Sono stati avvistati dagli abitanti del luogo anche diversi esemplari di airone nei pressi di Campotosto. La specie più interessante del Parco è rappresentata dal Camoscio d’Abruzzo, ungulato esclusivo della montagna appenninica, che fino al secolo scorso aveva nel Gran Sasso la sua roccaforte.

Per noi il SUP è questo, un racconto di storia, cultura e passione nei luoghi più affascinanti d’Italia…dimenticavo, lo possono fare tutti ;-)

Stiamo già programmando il prossimo viaggio-avventura in SUP, ma preferiamo non svelarvi la meta prima della nostra partenza ;-)
Seguiteci se vi và !!!
Fine prima puntata…